lunedì, 30 giugno 2008
Ah questa è bella.
Leggevo sul blog "Cattivi Pensieri" di Susanna Schimperna un fatto interessante. Zapatero è riuscito a far passare il suo progetto di legge sulla protezione delle grandi scimmie (gorilla, bonobo, scimpanzè, orango). Ora anche le grandi scimmie hanno dei diritti. Non potranno essere esibite in circhi, ne è vietata la riproduzione in cattività, il commercio etc... Un progetto superosteggiato e sbeffeggiato (ma che è passato :-)). Non solo irriso dalla stampa spagnola ma anche da quella italiana (che suppongo rosichi talmente tanto perché la Spagna ci batte in ogni campo, compresi i sacri campionati europei di calcio, che non perde occasione per rendersi ridicola).
A parte il mio assoluto apprezzamento per questo disegno di legge che protegge, difende, ed estende dei diritti, il link immediato che il mio cervellino ha fatto è stato alla schedatura  dei Rom qui in Italia. Che verrà effettuata, perché questo governo procede come un panzer, mi pare evidente. A parte il pietistico richiamo ai bambini Rom, lo schifo di questo provvedimento è palese. Razzismo puro. Il capro espiatorio di sempre. I Rom rubano. Tutti. Puzzano. Vivono in baracche, roulottes, campi nomadi al limite della decenza. Certo, guai a dar loro delle case vere (come a Mestre). Rimandiamoli a casa loro (anche se a Mestre SONO PROPRIO a casa loro). E guai a trovare della bellezza nel loro mondo. Ho visto delle foto che Ugo mi ha fatto vedere di case rom in Romania. Sono assurde, deliranti, bellissime. Sono dei castellini di fata rosa e gialli, con balconcini dorati, guglie, tetti ricamatissimi, specchi, sembrano finte e invece sono vere. La loro musica esprime una bellezza e una VITA pazzesche. E loro stessi sono belli. Belli così. Lo sa bene una donna geniale come Vivienne Westwood, che ha impostato sull'uomo Rom la sua ultima sfilata uomo a Milano. Certo, sarà anche una furbata. Certo magari non c'era l'omo panzuto in canotta pezzata. Ma insomma, la rossa matta ha volto lo sguardo al mondo nomade e vi ha scorto del Bello. E che succede? Un'altra rossa ( ma forse potremmo definirla rozza) ha alzato la voce. Tiziana Maiolo. Nel caso non sapeste bene chi cazzo è questa, voilà:
Politica italiana, giornalista professionista dal 1976. Membro dell'associazione "Nessuno tocchi Caino". Svolge l'attività di Assessore per il comune di Milano dal 2001. È stata eletta alla Camera dei deputati, nelle liste di Forza Italia, nel 1996.
(da wikipedia). Ex rifondazione, da un bel po' forzitaliota.
Insomma, la Maiolo si indigna. Ma come? Ma facesse la Westwood un bel giro nei campi nomadi milanesi, ce la porto io, vedesse che schifo che fanno!
Una vera difensora (?) dei diritti umani. Siccome sono curioso come una scimmia bonobo, ho cercato qualcosa di più sulla Maiolo in rete, e ho trovato il suo blog. AHHAHAHA Ma ragazzi. Lì si che c'è da ridere.... Uno dei suoi post più recenti recita:

Me lo hanno detto con sicurezza: Marco Travaglio ce l’ha piccolo.

e null'altro.

AHAHA ma questa donna è geniale!!! Ma dico, mentre abbiamo da una parte Zapatero che difende i diritti delle scimmie ( per non parlare dei sliti froci, ma, appunto, non parliamone), noi qui abbiamo cotanti cervelli, eletti a ricoprire cariche istituzionali, e che si occupano a vario titolo dei diritti altrui? AHAHA e io che mi preoccupavo della Carfagna. E sul suo sito invece, che interventi interessanti sugli ambulanti a Piazza Duomo. Ah si, ora dormo sonno tranquilli. Milanesi siete in buone mani.


Resta il fatto che preferisco una donna dai capelli rossi che vede la Bellezza in uno zingaro, e crea poi altra Bellezza per tutti noi, piuttosto che un'altra donna dai capelli rossi che vede solo bruttezza. E solo quello crea.


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lunedì, 30 giugno 2008
cesareamigascoma2
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mercoledì, 25 giugno 2008
Imelda says
Cosa sono i confini? Quanto sono potenti? Il giudizio implica il confine. È possibile vivere senza confini? E quanto noi siamo di confine a noi stessi?
Proprio oggi, Cesare, mi rendo conto della enorme differenza tra quello che c'è dentro e quello che esce fuori. Se ne parlava prima. Oggi, ogni mia singola cellula è pervasa da un sentimento fortissimo, un misto di rabbia e di tristezza. Ma poi questa energia, questo muoversi e agitarsi, questo vettore ultrapotente, incontra un confine, e non lo supera. Siamo il nostro confine. Forse è solo l'ultimo strato di pelle ormai morta e secca, il sottilissimo spartiacque che ci separa dal resto del mondo. E l'orrendo miracolo è che una barriera così microscopica ha il potere di bloccare tutto. Un film una pellicola un domopak che ci avvolge e ci isola. Ma nemmeno dall'esterno. Ci isola dall'interno di noi stessi. Vivo una vita tutta in superficie, senza vedere fuori e senza vedere dentro. Forse è venuto il momento di giocarci, con questi confini? Forse ora più che mai bisogna vivere nelle twilight zones, nelle terre di nessuno? Oppure è lo strato di pelle morta che va squarciato. Mi scuoierò vivo e sentirò il dolore e sentirò anche la vita. Non mi riconoscerò più. Sarò statua di sangue carne grasso. Ma tutto quello che pulsa, che vive, che scorre, sarà lì visibile. E quello, che fa paura e orrore a tutti, me compreso, sarà bellissimo. Bruttissimo. Mio. Tuo. Di tutti. Ma insomma. Almeno sarà reale.
E  se servirà, sarà la voce di Imelda a spaccare tutto.
G.
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martedì, 24 giugno 2008

 


PROGRAMMA COMPLETO

Sabato 21 Giugno, ore 20
PAOLO ANGELI

 

Domenica 22 Giugno, ore 18
IHC
GAMERS IN EXILE
GMPOP

 

Domenica 29 Giugno, ore 18
ALAN 1
OBSIL
DEAD DJ / OUT OF THIS WORLD

 

Domenica 6 Luglio ore 18
ALESSANDRA CELLETTI
MIR
HUGO SANCHEZ

 

Domenica 13 Luglio, ore 18
COMANECI
XCOAST
HOMUNCULUS



"ognuno nasce ballerino, la danza è di tutti"
F.Ciccalè
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lunedì, 23 giugno 2008
es.youtube.com/watch


estate millenovecentosettantotto!!!!
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sabato, 21 giugno 2008
"Sally... che importanza ha? E' un miracolo che siamo vivi. Le probabilità che i nostri genitori si incontrassero erano una su un milione. Siamo biglietti della lotteria."
"Ma la lotteria non è priva di senso. Qualcuno deve pur vincere." Si interruppe per avere tutta la mia attenzione. " Il nostro incontro qui, per esempio. Non è stato privo di senso..."
E' con questa frase di J.G.Ballard tratta dal libro Millennium people, che voglio iniziare il mio scrivere qui.
Perchè forse il biglietto della lotteria è la chiave di tutto. O del tatto. Del tatto che vorrei non riconoscere smarrito nel quantuum solipsistico che mi attornia, avvolge e riveste, ameba viscida che nutro. Perchè credo che oltre al tempo ed al luogo, ci sia anche un perchè. Un perchè sepolto, sotterrato nelle profonde viscere della terra. E, di riflesso, come se fosse inoculato nei più profondi strati del non aereo ma pesante nostro essere su questo pianeta. Perchè se è vero che il cerchio è la linea che unisce i vertici di un poligono di n lati, è altrettanto vero che il cerchio, è pure solo un cerchio. Perchè magari il poligono di n lati è una palla mostruosa, non solo nel senso di noia assoluta, ma anche di non esaustiva verità. O di non completa realtà, di non esatta attitudine. Allora so che quello che mi occorre per non avvolgermi senza aria in un vincolo fitto di credenze, è la demitizzazione del cerchio. Perchè tutto non inizia e finisce nello stesso punto. Cristallizzato ed inamovibile, immutabile. Perchè il cerchio non si deve necessariamente chiudere. Perchè la speranza che deve guidare la strada è il non finire dove si è cominciato. La realtà caso, o la realtà lotteria se si preferisce, non può essere solo sostegno e mantenimento. Non è nutrimento, liquido, cristallino. Metrica. C'è una realtà chiamata dell'interazione che sposta continuamente i possibili punti di infiniti e mutevoli poligoni di n lati e li combina in incessanti alfabeti. Che sfronda, tramite loro, le dimensioni. Che non ha colori primari. Perchè il modo di vivere e percorrere la strada, cambia a seconda dell'uso che ne voglio fare.
Penserei a dove spezzare la continua sicurezza del cerchio e fare iniziare la strada che i miei piedi vogliono percorrere. No, questo l'ho già pensato e fatto. Piedi sempre scalzi e steli sempre tra i denti. Cieli sempre sopra e mani sempre ruvide. Ma sempre il sorriso che muovo e sposto, e che fiorisce fiero e florido mi adorna. Non fa piovere chiusure intorno. Ecco, con questa libertà voglio smettere di pensare ad ogni lotteria, ad ogni caso che inchioda...Gianluca, ti ho mica lasciato il mio contorno occhi in macchina?
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venerdì, 20 giugno 2008


Questo blog è un blog a due voci. Un blog su cui scrivono Cesare e Gianluca. Uno da Milano e uno da Roma.
In cui vogliamo scrivere di politica e di borse Di fioriere di cemento e ex cortine di ferro. Di cagne in parlamento e di randagi fuori dai canili.  Del nuovo Ventennio (che è appena inizato, n'est pas?) e di poesia. Di amore di lutto di veleni di merda di peonie di tatuaggi di disprezzo di fernet branca di figurine dei calciatori di chi nasce vive e muore nel quadrilatero o entro le mura.
Ci faremo la cronaca delle nostre vite. Ma ce la vogliamo raccontare con un'altra voce.
La voce di Imelda.
postato da: Nerobear alle ore 18:49 | Permalink | commenti (1)
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